Science on Fire

Accendi un sogno e lascialo bruciare in te

Il Cambiamento Climatico

Immagina di essere in un’auto che sta percorrendo una lunghissima strada senza ostacoli e senza barriere che però termina con un precipizio! 

All’inizio del percorso non sai ancora del precipizio e  vediamo la strada libera, leggermente in discesa e il paesaggio all’orizzonte è fantastico con la sua natura incontaminata. Premi forte sull’acceleratore.

Il tempo passa e ad un certo punto incontri un cartello verde: “Fine strada tra 500 KM“. Leggi questa informazione in modo distratto e torni ad ammirare una piccola e ridente cittadina che si trova a lato della strada. Premi forte sull’acceleratore.

Dopo un po di tempo grandi nuvole cominciano ad oscurare il sole e capisci che probabilmente sta per arrivare un temporale. Passi un cartello illuminato di colore giallo : “ATTENZIONE! Fine strada tra 100 KM” Leggi la segnaletica e cominci a preoccuparti. Effettivamente  non hai visto molte altre strade, e quelle che hai notato erano tutte in salita, strette o con lavori in corso. Niente a che vedere con la strada che stai percorrendo. Stai pensando di cambiare percorso quando un lampo improvviso ti distrae e perdi il filo dei tuoi pensieri. Premi forte sull’acceleratore.

Inizia a piovere forte. La visibilità è molto ridotta e tutto il bel paesaggio attorno a te si è trasformato in forme indistinte tra la nebbia. Per questo manchi l’ultima uscita. Iniziano a comparire cartelli luminosi e lampeggianti di colore rosso. “ATTENZIONE! Fine strada tra 1 KM. PERICOLO PRECIPIZIO“. Il tempo sembra rallentare mentre sfrecci a tutta velocità su questa strada.

Perché non hai cambiato percorso?

Perché non ti sei preoccupato abbastanza dei cartelli che hai incontrato lungo la strada?

Scorgi davanti a te una segnaletica nera e gialla: “ATTENZIONE! FINE STRADA A 500 METRI. PERICOLO PRECIPIZIO! RALLENTARE E ARRESTARE IL VEICOLO IMMEDIATAMENTE!“. Ti rendi conto che durante tutto il viaggio non hai mai avuto bisogno di utilizzare il freno. E se non dovesse funzionare proprio adesso?

Incroci le dita e cominci a sudare…

Che cos'è il cambiamento climatico?

Il Cambiamento Climatico è una sfida globale senza confini e per combatterlo sarà richiesta una coordinazione su larga scala da parte di tutti i paesi. Molte persone non sanno cosa questo significhi e a causa di fonti poco affidabili  o di una disinformazione deliberata, oggi ci dobbiamo confortatore con miti da sfatare e false notizie.

Prima di procedere, è opportuno fare chiarezza nella terminologia. In primo luogo la differenza tra clima e tempo.

  • Il tempo è lo stato a breve termine dell’atmosfera in un’area specifica del mondo. Umidità, temperatura, velocità del vento, pressione atmosferica e visibilità sono tutti fattori che aiutano a condizionare il tempo in un determinato momento. In altre parole, le condizioni meteorologiche non durano molto a lungo, cambiano nel giro di giorni, ore o persino minuti. Pertanto, è probabile che il tempo cambi rapidamente, e questo è il motivo per cui vogliamo essere costantemente aggiornati. Ogni volta che chiedi se nella tua città “pioverà” in un determinato giorno, ti stai interrogando sul tempo.
  • Il clima invece ha una portata molto più ampia. Fondamentalmente, il clima riflette le medie e le tendenze meteorologiche a lungo termine di un’area. Si tratta di dati che sono spesso calcolati in decenni (almeno) di meticolosa osservazione. Considerata la differenza di scala, ha senso dire che il clima è molto più lento a cambiare rispetto al tempo.

Eppure si verificano cambiamenti. Considerati tutti i climi regionali del mondo si forma ciò che gli scienziati definiscono “clima globale”. Ciò può evolversi e fluttuare nel tempo, così come i suoi singoli componenti regionali.

 

Ora analizziamo due concetti spesso scambiati per sinonimi: Cambiamento Climatico e Riscaldamento Globale.

Cambiamento Climatico

Indica le variazioni del clima della Terra, ovvero variazioni a diverse scale spaziali (regionale, continentale, emisferica e globale) e storico-temporali (decennale, secolare, millenaria e ultramillenaria) di uno o più parametri ambientali e climatici nei loro valori medi: temperature, precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali.

Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per “cambiamenti climatici” si intende qualsiasi cambiamento di clima attribuito direttamente o indirettamente ad attività umane, il quale altera la composizione dell’atmosfera mondiale e si aggiunge alla variabilità naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili.

Alcuni esempi di cambiamenti climatici sono il riscaldamento globale, il raffreddamento globale e la modifica dei regimi di precipitazione.

Riscaldamento Globale

Indica il mutamento del clima terrestre sviluppatosi a partire dalla fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo e tuttora in corso, caratterizzato in generale dall’aumento della temperatura media globale e da fenomeni atmosferici a esso associati (es. incremento di fenomeni estremi legati al ciclo dell’acqua quali alluvioni, siccità, desertificazione, scioglimento dei ghiacci, innalzamento degli oceani, ondate di caldo, ondate di freddo, ecc…).

La comunità scientifica ha individuato nell’attività umana la predominante causa di tale mutamento in ragione delle emissioni nell’atmosfera terrestre di crescenti quantità di gas serra (con conseguente incremento dell’effetto serra) e ad altri fattori imputabili sempre alle attività umane.

Cosa sta succedendo al nostro pianeta Terra?

Da qualche anno il nostro pianeta ci sta mettendo davanti molti segnali luminosi di pericolo: le piante stanno rispondendo al surriscaldamento avvicinandosi ai poli, la siccità sta aumentando, il numero di uragani di forza 4 e 5 è raddoppiato negli ultimi 30 anni…

Secondo gli studi dell’IPCC il pianeta si è scaldato (di poco meno di un grado come media globale) e stiamo andando verso un aumento della temperatura media globale che a fine secolo potrà essere, se non si interviene presto, anche compresa di 4-5 gradi centigradi.

Questo aumento della temperatura è dovuto alla continua crescita e concentrazione delle emissioni di gas a effetto serra come il biossido di carbonio (o CO2), il metano e il protossido di azoto. Questo cambiamento climatico sarà più rapido e più rilevante delle variazioni di temperatura occorse negli ultimi diecimila anni, ossia da quanto esiste la nostra civiltà.

I cambiamenti climatici hanno sempre interessato la Terra. Fino a qualche secolo fa erano lenti, se dovuti a fenomeni naturali quali ad esempio le oscillazioni dell’asse terrestre, o duravano pochi anni, se dovuti a fenomeni vulcanici.

L’allarme è particolarmente grave per il nostro Paese. Analizzando attentamente i dati delle temperature l’Italia si stia scaldando più velocemente della media globale e di altre terre emerse del pianeta. Il nuovo record raggiunto nel 2014 è stato di +1.45°C rispetto al trentennio 1971-2000 (fonte: ISAC-CNR).

Anche a livello globale nel 2014 è stato toccato il record delle temperature globali, con un aumento di +0,46°C rispetto al trentennio 1971-2000.

La tendenza del riscaldamento globale, che si può calcolare valutando non solo i dati di un anno ma  l’andamento degli ultimi decenni, è per l’Italia una volta e mezzo quella delle media delle terre emerse e il doppio di quella di tutto il Pianeta.

Questi dati sono l’ennesima conferma che i cambiamenti climatici non sono più un’ipotesi sul futuro, ne sono una questione che riguarda solo il Polo Nord: riguarda l’Italia di oggi, con i frequenti nubifragi, distruzioni, morti, danni all’agricoltura. Anche nel 2014 abbiamo avuto numerosi alluvioni, tra cui Genova, Modena, Senigallia, Chiavari; e la produzione agricola è stata duramente colpita, con i produttori di olio d’oliva, miele e castagne in grave difficoltà. Sicuramente ha contato  la cattiva gestione del territorio, ma una causa sono state le precipitazioni molto intense.

Quali saranno gli effetti del cambiamento climatico?

Si prevede che il clima globale continuerà a cambiare nel corso di questo secolo e oltre. L’entità del cambiamento climatico, oltre i prossimi decenni, dipende principalmente dalla quantità di gas in grado di intrappolare calore emessi a livello globale e dalla sensibilità del clima della Terra a tali emissioni.

Poiché il riscaldamento indotto dall’uomo è sovrapposto a un clima naturalmente variabile, l’aumento della temperatura non è stato, e non sarà, uniforme o regolare in tutto il mondo o nel tempo. Previsto nel 2100 un innalzamento della temperatura compreso tra i 1,5 (se interveniamo subito) e i 5,8 gradi centigradi (senza interventi). La soglia da non superare per evitare una reazione a catena irrisolvibili si attesta attorno a +2 gradi. 

Scordatevi le mezze stagioni. Le previsioni teorizzano un aumento drastico della durata della stagione invernale di quasi 8 settimane e allo stesso modo anche di quella estiva (sempre circa 8 settimane). Avremo quindi stagioni calde e fredde con brevi passaggi di autunno e primavera. Se per noi basta cambiare il guardaroba più tardi, immaginatevi animali che vanno in letargo o migrano e l’impollinazione delle piante.

Le precipitazioni medie globali registreranno grandi cambiamenti nei prossimi 100 anni. Le precipitazioni aumenteranno di intensità ma la frequenza diminuirà soprattutto nelle aree con problemi di siccità. Insomma se vivi in un pese dove di solito piove molto, a breve comincerà a piovere di più’. Se vivi in una regione che soffre di siccità, aspettati ancora meno pioggia che quando arriverà sarà paradossalmente troppa (vedi Australia post pericolo incendi).

Si prevede un aumento delle temperature estive e una riduzione dell’umidità del suolo con ondate di calore che dureranno da giorni a settimane. Entro la fine di questo secolo si prevede che si verifichino giorni di calori estremo (eventi di un giorno) ogni due/tre anni nella maggior parte del mondo (attualmente si parla di uno ogni 20 anni).

L’intensità, la frequenza e la durata degli uragani del Nord Atlantico, nonché la frequenza degli uragani più forti (categoria 4 e 5), sono aumentate dall’inizio degli anni ’80. I contributi relativi delle cause umane e naturali a questi aumenti sono ancora incerti. Si prevede che l’intensità delle tempeste e i tassi di pioggia associati all’uragano aumentino man mano che il clima continua a riscaldarsi.

Il livello globale del mare è aumentato di circa 20 cm da quando è iniziata la tenuta dei registri nel 1880. Si prevede che aumenterà da un minimo di 30 cm ad un massimo di 1,2 metri entro il 2100. Questo è il risultato dell’aggiunta di acqua dallo scioglimento del ghiaccio terrestre e dell’espansione dell’acqua di mare mentre si riscalda.

Nei prossimi decenni, le mareggiate e le alte maree potrebbero combinarsi con l’innalzamento del livello del mare e la subsidenza del suolo per aumentare ulteriormente le inondazioni in molte regioni. L’innalzamento del livello del mare continuerà oltre il 2100 perché gli oceani impiegano molto tempo a rispondere alle condizioni più calde sulla superficie terrestre. Le acque oceaniche continueranno quindi a riscaldarsi e il livello del mare continuerà a salire per molti secoli a tassi uguali o superiori a quelli del secolo in corso.

Si prevede che l’Oceano Artico diventerà essenzialmente privo di ghiaccio in estate attorno al 2050. Dimenticatevi del remake del film “TITANIC” e delle varie spedizioni al polo Nord.

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