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La situazione sugli incendi australiani – Parte 2

Continua l’approfondimento per quanto riguarda la situazione critica che il popolo australiano (e non solo) sta affrontando in queste settimane di piena estate.

In questa seconda parte risponderemo a tre domande che vediamo circolare ultimamente sui social generando molte volte confusione e Fake News.

Se vi siete persi la prima parte di questo approfondimento, non preoccupatevi! 

Come sono iniziati gli incendi in Australia?

In Australia gli incendi iniziano principalmente per due cause: ambientali o umane.

Ambientali

I fulmini generano circa la metà degli incendi registratati ogni anno. Grazie alla vegetazione presente in questo territorio, altamente infiammabile, un singolo fulmine può causare danni devastanti. I fulmini sono anche le cause di molti degli incendi più grandi del territorio australiano, in quanto colpiscono le aree più disabitate e remote dove è meno probabile un tempestivo intervento umano.

Umane

Quando parliamo di incendi causati direttamente dall’uomo, dobbiamo parlare sia di reato doloso che colposo. Doloso significa avere consapevolezza e volontà di commettere un determinato reato (in questo caso un incendio) mentre colposo significa commettere un reato per negligenza, imprudenza o inosservanza di leggi. Insomma la differenza che passa tra un piromane seriale e un campeggiatore distratto.

La maggioranza dei grandi incendi avvenuti sul territorio australiano durante i mesi appena passati hanno avuto origine per cause naturali. Una piccola parte, invece, ha avuto origine per cause umane legate soprattutto a campeggiatori distratti e/o perone negligenti nel rispettare le norme di sicurezza adottate durante i periodi di forte siccità (vedi sigarette gettate per terra). Negli scorsi giorni è stato smentita la notizia di 200 persone arrestate complici di aver appiccato volontariamente molti incendi ed aver creato milioni di dollari di danni.

Il 26 Ottobre 2019 un singolo fulmine colpisce il terreno vicino una vecchia pista di atterraggio sulle Montagne Gospers, zona nord occidentale di Sydney, creando l’epicentro di quello che successivamente sarà ritenuto il più grande incendio boschivo a partite da un unico punto di accensione che l’Australia abbia mai conosciuto.

Per oltre 3 mesi questo incendio si è propagato fuori controllo consumando circa 800.000 ettari di bushland australiano. Uno spazio più grande dell’Austria!

The Mega Fire” è il nome dato a questo mostro infuocato dagli abitati del luogo.

Secondo le ultime notizie (15/01/2020), la maggior parte delle aree interessate da questo incendio sembrano essere sotto controllo. Ora non resta che stabilizzare e contenere delle piccole zone ancora difficili da raggiungere.

La pioggia, prevista a breve, dovrebbe poi dare tregua ai boschi in fiamme: secondo il Bureau of Meteorology sono previsti 50 millimetri di pioggia nei prossimi giorni, una manna per il continente australiano.

Perché gli incendi non si riescono a spegnere?

Per spegnere un incendio bisogna per forza eliminare il combustibile. 

Per eliminare i combustibili come legna, sterpaglie e materiali infiammabili c’è la necessita di smobilitare le squadre di terra che avranno il compito di realizzare una “no fire zone“, una zona completamente spoglia ai margini dell’incendio per bloccare l’avanzata del fuoco. In questo momento, purtroppo, questa tecnica risulta poco efficace in quanto sono sorti due problemi: la temperatura proibitiva dell’incendio non consente alle squadre di operare in tutta sicurezza e il fuoco, aiutato dal vento, si sta muovendo ad una velocità media di 10 km/h pari ad una persona in corsa.

L’acqua e i ritardanti usati dai firefighters possono solamente rallentare la combustione cercando di abbassare la temperatura dell’incendio.

Ci sono poi altre cause sul perché gli incendi australiani si stanno rivelando difficili da spegnere:

Vento

Il vento spinge l’aria calda generata dalle fiamme sulle piante vicine. Incendi molto grandi sono in grado di creare un firestorm, “vento di fuoco”, un fenomeno con il quale l’incendio riesce ad auto-alimentarsi fino alle fine del combustibile.

Vegetazione

La vegetazione australiana è nata per bruciare grazie all’alto contenuto di oli e resine altamente infiammabili. Questa caratteristica rende le bushland australiane un terreno adatto a sviluppare incendi di grandi dimensioni.

Temperatura

La temperatura massima registrata nel 2019 in Australia è di 49° C. Le temperature medie sono state 1,5° più alte rispetto alla media 1961-1990. Inoltre è mancato oltre un terzo della pioggia che solitamente cade sul continente, seccando ulteriormente un ambiente già predisposto a prendere fuoco.

Clima

Grandi incendi possono addirittura modificare e creare microclimi specifici. Un incendio crea aria calda, che sollevandosi verso l’altro incontra l’aria fredda presente negli strati alti del cielo. Questo crea fenomeni temporaleschi violenti, che generano fulmini che aumentano la probabilità di sviluppare nuovi incendi. Un ciclo del fuoco.

Quali saranno gli effetti di questi incendi?

Per riassumere brevemente questa riposta, possiamo dividere gli effetti in due categorie: a breve termine e a lungo termine.

Gli effetti a breve termine di questa serie di incendi che interessa il territorio australiano saranno sicuramente pesanti. 

Gli assicuratori australiani stimano una richiesta preliminare di risarcimento per “incendi boschivi” pari a 650 milioni di dollari statunitensi. Ma si tratta solamente di un dato approssimativo che viene aggiornato quasi ogni giorno.

 

0
persone morte
0
circa abitazioni distrutte
0
milioni di dollari di danni

Parlando di animali invece il discorso tende a complicarsi.

L’Australia è uno dei diciassette paesi descritti come “megadiverse“. Questo gruppo di paesi comprende meno del 10% della superficie globale, ma supporta oltre il 70% della diversità biologica sulla Terra. Alcune di queste specie si trovano solamente nel continente australiano.

Nelle ultime settimane i social sono stati invasi di foto di Koala sopravvissuti agli incendi e aiutati da vigili del fuoco e cittadini. Molte sono state inoltre le iniziative e le raccolte fondi rivolte direttamente a questa specie di marsupiali. Il numero dei Koala dispersi nelle fiamme è ancora molto incerto. Come quello di molti altri animali.

Prendendo per esempio i tanto amati insetti, in Australia ci sono circa 100.000 specie di insetti ancora da nominare e catalogare. Prima degli incendi si intende… 

Potete cominciare ad intuire che il continente australiano, per quanto arido possa essere, ospita una varietà biologica enorme.

Le stime parlano di circa 1 miliardo di animali che non sono sopravvissuti agli incendi. Numero ampiamente condiviso dalla comunità scientifica, ma non ancora confermato o ufficializzato.

Non tutto il male viene solo per nuocere, infatti per quanto riguarda gli effetti a lungo termine i discorsi possono essere altri.

L’Australia è un paese dove la vita si è adattata al fuoco: piante altamente infiammabili, semi resistenti alla combustione e addirittura volatili che trasportano rametti bruciati per innescare nuovi incedi in modo da stanare le prede dalle loro tane.

Il fuoco e gli incendi fanno parte di un ciclo vitale, il quale ha sempre interessato le aree più aride e secche del paese, diversamente delle aree costiere (dove vivono i Koala) più umide e abitate dall’uomo. Le aree coinvolte dagli incendi difficilmente resteranno disabitate e torneranno presto ad essere habitat fertile per flora e fauna autoctona australiana.

Per la natura gli incendi australiani fanno semplicemente parte di un ciclo lungo milioni di anni: la morte che porta alla rinascita!

Per l’uomo la situazione è nettamente diversa. Soprattutto quando parliamo di cambiamento climaticoinquinamento e consumo del suolo. Avranno a che fare con la recente situazione austaliana o sono solo coincidenze? 

Lo scopriremo la settimana prossima!

  • https://www.insider.com/australia-bushfires-generate-pyrocumulonimbus-thunderstorm-clouds-2019-12
  • https://www.ilpost.it/2020/01/08/incendi-australia-cause-cambiamento-climatico/
  • https://www.nytimes.com/2020/01/11/world/australia/fires-animals.html#click=https://t.co/dzl3rnXRx8
  • https://www.repubblica.it/ambiente/2018/05/07/news/australia_koala_in_pericolo_lo_stato_stanzia_30milioni_per_salvarli-195746552/

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